Italiani da operetta

Diceva bene quel film di Fantozzi in cui si diceva che gli italiani cantano, suonano il mandolino e mangiano spaghetti (e hanno i baffi). Noi siamo questo altro non sappiamo fare.

In questi giorni arriva un ambasciatore kazako qualsiasi, entra nell’ufficio di gabinetto del ministro degli interni (se lo faccio io vengo fucilato sul posto) si mette a dare ordini a tutti e soprattutto il personale obbedisce a questi ordini e manda i mezzi da sbarco (30 agenti) per scovare un banale dissidente in una villa nella pineta di Ostia… Il dissidente ovviamente si era già dato e se la son presa con moglie e figli giusto per non far la figura dei sottomessi incapaci.

Ora posto così sembrerebbe una barzelletta, ma per noi inteso come italiani è la pura verità. Ovviamente i ministri coinvolti (interno, esteri, giustizia) hanno negato qualsiasi addebito e il parlamento ha in particolare difeso a spada tratta il titolare del Viminale nel cui ufficio a sua insaputa si è svolta la vicenda.

Qui in Italia siamo fenomenali: ci comprano le case e neanche ne siamo al corrente, i kazaki ci invadono l’ufficio di gabinetto del ministero dell’Interno e nessuno ne è al corrente. Hai voglia a combattere l’evasione fiscale o la criminalità con questo andazzo.

Siamo un Paese da operetta…

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